LO SCIVOLO AL CONTRARIO 🛝- RIFLESSIONE DI F. PORPORATO

Care famiglie, oggi vogliamo condividere con voi una riflessione di Fabio Porporato, psicologo e psicomotricista, in cui ci siamo imbattute e che ci ha fatto molto riflettere sul nostro agire quotidiano nel momento del gioco libero dei bambini, aprendo e ampliando il nostro sguardo a un modo diverso di osservare (e quindi di intervenire) quando si presenta questa dinamica nell’utilizzo dello scivolo. Una riflessione che può sicuramente tornare utile anche a voi nel contesto domestico o al parco giochi. 

Buona lettura! 


 LO SCIVOLO AL CONTRARIO 😍


Ci sono alcuni giochi dei bambini che i grandi proprio non riescono a comprendere… uno fra questi è andare sullo scivolo al contrario, salendo dalla parte “sbagliata”, o meglio, quella che a noi sembra essere quella errata.


Ieri ero al parco giochi con Adele e, come spesso accade, i commenti dei genitori si concentravano sul desiderio di tanti bimbi di fare di testa loro mentre giocano… una mamma ha concluso dicendo: “sicuramente non l’ha progettato un bambino.”


Ed è proprio questo il punto! Non siamo più capaci di pensare e guardare il mondo come fanno i bambini e ci aspettiamo che pensino, agiscano e si comportino come dei piccoli adulti ordinati e composti.


Mi fa sempre sorridere ascoltare i commenti, le indicazioni, gli ammonimenti e, in alcuni casi, i rimproveri rivolti ai piccoli quando si avventurano in una scalata alla vetta dello scivolo.


Si passa dal “non si sale da lì” al “sei dalla parte sbagliata”, per passare al “guarda che cadi” e finire con “se non la smetti andiamo a casa”.


Quello che ho imparato dalla Pratica Psicomotoria è che non c’è nulla di sbagliato nei giochi dei bambini ma esistono esperienze più o meno pericolose. Credo che sia su questo che ci si debba interrogare piuttosto che soffermarsi sulle ammonizioni affinché fin da molto piccoli si giochi seguendo un certo “ordine”.


Se ci si può fare male allora si può intervenire, se si può far male agli altri c’è bisogno della mediazione dell’adulto, se ci sono altri bimbi in cima occorre verbalizzare che è bene fare a turno. In tutte le altre situazioni la domanda che dovremmo porci è: “perché sto vietando un gioco di esplorazione?”


Al di là del fatto che scalare sulla parte inclinata dello scivolo è un’esperienza ricchissima dal punto di vista senso-motorio, ci sono una serie di significati più profondi ai quali si può e si deve lasciare libertà di espressione: fare di testa mia, fare un’esperienza al contrario, mettermi in gioco in maniera diversa dalle aspettative dei grandi, sfidare i miei limiti…


La cosa che mi preoccupa di più del pensiero degli adulti è questa rigidità galoppante e un po’ paradossale che vuole idealmente tutti i bimbi speciali, unici e originali ma li spinge all’omologazione e al pensiero unico fin da piccolissimi in quello che dovrebbe essere il loro regno, quello del gioco. Un mondo in cui noi grandi dovremmo entrare sulla punta dei piedi con la curiosità di chi prova a capire e la delicatezza di chi non sa più pensare come loro.


Proviamo, allora, prima di intervenire, a chiederci se è pericoloso o fa male agli altri, se sta distruggendo il gioco degli altri e se la risposta è no, lasciamo che facciano.


Perché in cima allo scivolo al contrario si trovano tesori preziosi, scoperte mai fatte e mondi mai visti. In cima allo scivolo al contrario c’è la libertà di giocare ma anche il rispetto per gli altri, ci sono l’avventura ed il coraggio. 


Anche noi grandi dovremmo provare ogni tanto a salire lo scivolo al contrario: ci renderemmo forse conto che cambiare verso delle cose, cambiare sguardo e prospettiva può essere rischioso ma permette di aprire le porte di nuove ed esaltanti scoperte.


https://www.facebook.com/FabioPorporatoPsicologoPsicomotricista

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